fbpx

Sito aziendale e Social Media: costo o investimento?

Il sito web aziendale nasce come mezzo dinamico, oggetto di continue modifiche ed aggiornamenti funzionali a comunicare con il proprio target attraverso la rete.
Con l’avvento dei social media e il loro consolidamento nell’ambito delle strategie di comunicazione il sito ha cambiato funzione, acquisendo una veste maggiormente istituzionale, paradossalmente più statica.

Oggi più che mai il sito web è l’azienda, alla stessa stregua di quanto lo siano le strutture immobiliari, le persone che vi lavorano, la filosofia aziendale. È, anzi dovrebbe essere, l’esatta trasposizione dell’azienda in rete. Navigando nel sito l’utente deve percepire il climax e i valori, deve avere l’immediata consapevolezza di quale siano le caratteristiche salienti della realtà che sta visitando. Il sito deve perciò rispecchiare fedelmente l’identità aziendale: se non è così, il posizionamento in rete, e quindi nell’arena competitiva del proprio settore di riferimento, potrà influenzare negativamente lo sviluppo e la crescita del proprio business.

Può accadere che il sito sottostimi la realtà aziendale, dando l’impressione che l’azienda non sia effettivamente quello che dice di essere, inficiando i plus del prodotto o del servizio che magari hanno standard qualitativi o commerciali effettivamente elevati ma che attraverso una rappresentazione penalizzante rischiano di non convincere l’utente.

Al contrario, senza che ci si riferisca a situazioni volutamente dolose, il sito può anche distorcere l’identità aziendale accentuando valori o aspetti che non corrispondono alla reale funzionalità dell’azienda. Così facendo si crea un’aspettativa sbagliata: magari nel breve periodo può anche risultare innocuo, ma a lungo andare la reputation aziendale verrà inevitabilmente penalizzata, con tutto ciò che ne consegue a livello commerciale.

Nella costruzione del sito occorre pertanto essere chiari, diretti, immediati. La cornice deve essere qualitativa ma è il quadro che deve cogliere nel segno. I tempi medi di navigazione nel sito da parte dell’utente sono strettissimi, ci si gioca tutto in termini di percezione piuttosto che di informazione. Solo se la prima è corretta e vincente, ci sarà spazio per la seconda. Bisogna dare i contenuti a chi li cerca, le informazioni chiave a chi non ha tempo, gli approfondimenti a chi ha voglia di consultarli. Ma ciò che conta di più è la prima impressione. Se sbagliata, se non veicolata, rischia di compromettere tutto.

Il compito dell’agenzia non è solo quello di costruire il sito seguendo queste regole imprescindibili ma anche quello di monitorare le modalità di navigazione e di fruizione dell’utente nel tempo, verificando quali pagine o quali sezioni risultano più visitate e quali no, settando la struttura in base a questi risultati, sempre in funzione degli obiettivi di comunicazione.

La comunicazione periodica, sia quella istituzionale che quella commerciale, viene invece demandata ai Social Media.

LinkedIn, Facebook, Instagram, Twitter e Tik Tok sono mezzi differenti con target differenti. Occorre una strategia di presidio personalizzata che parta innanzitutto dalla scelta del media perché è probabile che non tutti servano o che comunque gli investimenti vadano concentrati solo su alcuni di loro.

Come utilizzarli? Fondamentalmente in due modi: per dialogare con il proprio target attuale e potenziale (redditività indiretta) e per azioni tattiche di natura commerciale (redditività diretta).

Il dialogo avviene mediante la gestione del profilo, articolata attraverso la produzione e la pubblicazione di contenuti che seguano un vero e proprio piano editoriale creato per favorire interazione, curiosità, engagement, propensione all’acquisto, fidelizzazione.

La tipologia del contenuto è una componente fondamentale: dalla scelta o creazione dell’immagine, dall’utilizzo di una video clip, dalla tipologia del linguaggio dipende il successo di un post. La produzione professionale del contenuto diventa quindi un presupposto fondamentale per il risultato della strategia. Gestire la produzione in autonomia in maniera conseguentemente dilettantistica rischia di creare un effetto boomerang che mina l’efficacia complessiva della comunicazione.

I social devono essere utilizzati anche, se non soprattutto, in chiave commerciale come canale di vendita attraverso le campagne sponsorizzate. In base al rispettivo mercato di appartenenza i vantaggi di questo mezzo possono essere molto importanti. Vediamoli.

La Targetizzazione: la profilazione e la geolocalizzazione consentono di predefinire target specifici e puntuali che evitano la dispersione e concentrano la comunicazione verso contatti potenzialmente utili. In funzione degli obiettivi e dell’oggetto, si potrà agire sia in termini di copertura che di frequenza.

La Quantificazione degli obiettivi: in base a quanto viene investito gli obiettivi di comunicazione sono quantificati e quantificabili con previsioni sempre più affinate e veritiere. L’effettiva generazione di contatti utili è concretamente verificabile attraverso i risultati generati. L’agenzia ha il compito di produrre questi contatti che si potranno poi trasformare in clienti o commesse.

Il Monitoraggio: ogni campagna fornisce riscontri quasi in tempo reale permettendo di capire se quanto investito sta rendendo secondo le previsioni. In caso negativo si andranno a modificare gli aspetti che non funzionano (la call to action, il messaggio, l’immagine, il video, le modalità di pubblicazione dell’annuncio, etc.) per riportare in linea i risultati.

Il Budget: le barriere all’entrata per poter utilizzare questi mezzi sono molto meno alte rispetto ai media tradizionali. I budget sono definiti sulla base della disponibilità del cliente ed in funzione degli obiettivi con grande flessibilità, andando a concentrare le risorse nei mezzi e negli annunci che hanno la performance migliore. Ogni campagna può essere interrotta o intensificata, in ogni momento.

Il sito aziendale e i social media lavorano in modo sinergico. Il sito rimanda costantemente ai social per qualsiasi aggiornamento e comunicazione. I social necessitano di una piattaforma di atterraggio delle campagne per la raccolta info e dati per trasformare il contatto in un contatto utile. La piattaforma è una pagina del sito dedicata alla singola iniziativa piuttosto che una landing page creata appositamente. Il sito inoltre conferisce struttura e referenzialità alle campagne, rafforzando la fiducia del consumatore.

Definire una strategia di utilizzo del proprio sito e dei profili social è oggi un’attività fondamentale per ogni azienda, a prescindere dal proprio mercato di riferimento. Non basta avere un sito, non basta pubblicare qualche post giusto per far vedere che si esiste. O meglio, può bastare ma non serve a nulla, diventa anzi una diseconomia di costo.
Invece, come qualsiasi altra attività di marketing, sito e profili social devono servire ad incrementare la redditività dell’azienda. Non devono essere vissuti come costi, non devono “diventare” costi. Sono investimenti e, come tali, devono fornire risultati.

Swing Communication ha maturato una profonda expertise nello sviluppo delle strategie Web&Digital: se volete metterci alla prova, contattateci.

Senza alcun impegno, anche solo per conoscerci. Per noi sarà comunque un piacere.

 

Menu